2016, Cosa può impedire ad un maratoneta il superamento dei 30 km?

Cosa può impedire ad un maratoneta il superamento dei 30 km?

L’atleta, di un intervista che ho letto, ci prova e vuole fare il suo tempo stabilito chissà come e vuole scendere sotto le previsioni. Pensa al ritmo che vuole tenere e va… Va dove lo porta il cuore.

Solo che questa volta il cuore lo ha portato ad infrangersi contro il muro dei trenta km e così racconta:

“Avevo ingerito più calorie del previsto, pensando fosse il carburante necessario.”

Quando ho letto queste righe, mi è sembrato palese che avesse cercato nell’alimentazione un sotterfugio alle proprie carenze fisiche, tattiche e mentali. L’intervista continua così:

“Facevo di tutto per non pensarci, invece il respiro si faceva pesante, non controllavo più le gambe perché non mi rispondevano alle accellerazioni, il battito cardiaco cominciava a scendere, non riuscivo a spiegarmi la temperatura del mio corpo, non sentivo più la forza di reagire e la determinazione. Che fine aveva fotto il mio orgoglio? Cominciavo a sentire dolori che non avevo mai provato, forse il programma che avevo fatto non era realistico e non aveva tenuto conto delle interferenze. Ormai, con la mente, volevo essere altrove. Sembrava che fosse scattato il “Game Over!” Ho cominciato a camminare, sperando in una ripresa, ma non venne.”

Sono rimasto atterito a leggere queste parole. Cosa posso fare affiche non accada anche a me? Non so voi, sempre di più io sono convinto che, oltre ad una buona alimentazione, però mirata allo scopo, occorre curare la preparazione fisica (che dipende dal tuo allenatore di fiducia) tattica ( dipende dall’sperienza di mentori, e mentale.

A mio parere, la preparazione tattica e la preparazione mentale vanno preparate adeguatamente. La preparazione tattica deve comprendere lo studio delle tue capacità in funzione di quello che devi affrontare e la preparazione mentale deve metterti nelle condizioni ideali di struttura di pensiero.

Ad ogni modo, sto studiando l’alimentazione corretta per superare il muro dei 30 Km. Alcuni atleti riferiscono di non soffrirlo grazie ad un certo tipo di alimentazione. Tra alcuni di questi, ci sono delle differenze probabilmente legate al tipo di muscolo, che io, semplicisticamente, definisco muscolo caldo e muscolo freddo in base al tempo necessario che impiegano per raggiungere il loro massimo risultato.

Per questo motivo, sto cercando maratoneti con i quali confrontarmi e, a quelli che mangiano a casaccio, proporre alcune alternative e verificarne gli effetti.

Roberto Bellotti

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