2015, La Visione e la Visualizzazione: dallo Strumento all’Immaginazione. La preparazione mentale al risultato finale.

2015, La Visione e la Visualizzazione: dallo Strumento all’Immaginazione. La preparazione mentale al risultato finale nel Salto Ostacoli.

Prima che studiassi le tecniche di Coaching e di Allenamento Mentale all’evento sportivo, spesso rivedevo i filmati delle mie precedenti gare equestri di Salto Ostacoli, in particolare quelli in cui il percorso era andato bene ed arrivavo in premiazione addirittura! Io avevo notato una serie di benefici ed ero convinto che “portasse fortuna” vedere e rivedere i filmati delle gare. Spesso e volentieri, mi capitava di ripetere le performance dei filmati.

A volte subentrava sempre qualche altra cosa a “disturbare” dette performance, non proprio tutto andava per il verso giusto, ma quando il tutto era replicabile, senza che potessi capire perché, succedeva spesso e volentieri quello che in un filmato avevo visto e rivisto.

Studiando le tecniche di Coaching, capii perché. In effetti, esiste un fenomeno che era stato definito “psicocibernetica”, scoperto da un Chirurgo Plastico (Non estetico!) Americano, tale Maxwell Maltz. Questi scoprì che quando un suo paziente era convinto di ottenere il risultato sperato, quanto più facilmente si realizzava. Se il paziente si sottoponeva all’intervento chirurgico con poca convinzione, nonostante l’intervento fosse stato eseguito tecnicamente bene, il risultato non era quello sperato. Constatando ciò, Maxwell cominciò prima a lavorare sulla mente dei pazienti, su quello che erano convinti di ottenere alla fine e, persino, a far immaginare il risultato finale prima di averlo conseguito. Chiamò questo effetto psicocibernetica: comunicare alla mente ciò che si è convinti di ottenere.

Secondo anche altri studi evolutivi della psicocibernetica, è accertato che si può comunicare alla mente anche attraverso immagini “tradizionali”, foto e video, ed anche attraverso immagini “immaginarie” (di fantasia), cioè quelle che si devono ancora realizzare, che si devono ancora costruire con la nostra mente. Quasi come a dire con Walt Disney “Quello che sogniamo, si può realizzare”! E lui era un esperto realizzatore di sogni!

Quando si usano espressioni come “comunicare alla mente”, si vuole intendere l’esistenza di una mente cosiddetta “inconscia”, cioè non ben controllabile dalla nostra volontà, fino a quando non prendiamo consapevolezza della sua esistenza e del suo funzionamento.

Si usa l’espressione “comunicare alla mente”, perché essa non funziona come le nostre mani, gambe, piedi, palpebre, ecc. Il funzionamento della mente dipende ancora da quello che le comunichiamo, volontariamente o involontariamente, e l’effetto finale del suo funzionamento non è ancora completamente sotto il nostro controllo. Prova di ciò, sono i controlli dei sentimenti, delle emozioni, delle ansie,  delle paure, ecc. Quante di queste cose riuscite a controllare? E sempre?

Fatto questo preambolo, veniamo alla Visione ed alla Visualizzazione, due strumenti tra i tanti per comunicare alla mente.

Per visione, voglio intendere quello che vedo, sia dal vivo che da foto e video. Per visualizzazione, voglio intendere quello che noi potremmo riuscire ad immaginare con la nostra mente.

Nel mondo dei Mental & Sport Coach (Allenatori Mentali degli Atleti), si narra spesso la seguente storia: un famoso giocatore di golf, si arruolò nell’esercito e dovette partire per la guerra. Venne fatto prigioniero e tutte le notti cominciò a sognare le sue partite di golf. Riviveva nel sonno, tutti i gesti ed i colpi che gli avevano consentito di realizzare i punteggi di cui era orgogliosissimo. Fin qua, mi pare nulla di strano, quasi quasi sembra quello che fanno molti di noi: rivivere la nostra prestazione sportiva, vero?

La cosa bella, che fu notata dagli amici del giocatore di golf, è che quando lui ritornò in patria, in sostanza, era quasi in grado di replicare tutte le partite che aveva fatto. Questo aneddoto viene citato spesso per confermare come l’allenamento mentale sia in grado di aiutare notevolmente gli atleti. Adesso è routine che gli atleti infortunati continuino l’allenamento con le  visioni di foto e video di prestazioni già fatte e le visualizzazioni della guarigione, del recupero post traumatico e delle prestazioni atletiche come prima dell’infortunio. Una volta scoperta l’efficacia delle visualizzazioni, hai mai pensato di allenarti anche tu con le stesse?

Riepilogando, la visione è quello che vedi, in diretta o con foto e video. La visualizzazione è un processo immaginario, cioè tu immagini ciò che pensi o vorresti che accada. Io preferisco associare spesso i due termini perché non tutti sono in grado di immaginare, ecco perché parto dalle foto e video e poi arrivo a chiedere all’atleta di immaginare. Se l’atleta riesce a ricordare una foto o un filmato, che ben conosce, ad occhi chiusi, l’immaginazione e la visualizzazione sono ormai tecniche facili da acquisire se non già acquisite!

In chiusura di articolo, ti chiedo: hai idea di quello che potresti essere in grado di fare utilizzando le tecniche di visione e visualizzazione? Riesci ad immaginare cosa potresti raggiungere con queste tecniche quando ben utilizzate? Quanti ostacoli della tua mente potresti saltare?

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Salta gli Ostacoli della Mente di Roberto Bellotti è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.

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