2015, La matematica è un opinione nelle distanze tra i salti?

2015, La matematica è un opinione nelle distanze tra i salti? Brainstorming ed un esempio di “Modelling” nato spontaneamente.

Tramite Facebook, ho avuto il piacere di constatare il gradimento di alcuni miei articoli e qualche commento che mi ha ispirato i prossimi a venire. Ho voluto cominciare con il seguente perché mi è sembrato inerente con il precedente e perché l’ho concepito a causa di un confronto con un cavaliere molto più esperto di me. Mi riservo sempre di parlarne anche con il mio istruttore. Di cosa sto parlando? Ho chiesto “Come fai a calcolare quante falcate devi impiegare tra un salto e l’altro?”

Mi stavo aspettando una risposta abbastanza simile a ciò che, matematicamente, sapevo.

Cioè, quando un binomio (atleta e cavallo) scende da una parabola di un salto  atterrano ad una certa distanza dal salto appena compiuto, giusto? Questo spazio, che è logico che ci sia, è definito ricezione, giusto?

Dopo che succede? Lo sguardo va al salto successivo e cominciamo (anch’io sono atleta equestre!) a pensare al da farsi sino a quell’ostacolo, giusto?

Quante falcate di galoppo occorrono?

Tutto lo spazio tra i due salti è utile? Come calcoliamo gli spazi logici (prima e dopo il salto) e lo spazio utile per galoppare?

Nelle figure di Gego e Schmidt (poi vi dico chi sono) che ho allegato a quest’articolo, sono evidenti due spazi logici: prima (battuta) e dopo (ricezione) del salto. Come si evince dalle figure, gli stessi sono molto variabili in virtù dell’altezza e del tipo di salto.

Meno l’ostacolo è alto, più è variabile lo spazio della battuta e ricezione, vero?

Più il salto è alto, maggiormente questi spazi logici si riducono, giusto?

Se non abbiamo il metro con noi perché ingombrante, come possiamo fare per sapere le falcate da un salto all’altro?

Come fanno gli atleti equestri a superare questa difficoltà?

Durante la ricognizione pregara del percorso da fare, i nostri istruttori ci hanno insegnato a contare i passi dal salto precedente al salto successivo, giusto? Perché? Per fare un calcolo approssimativo di quanti mt distano i salti e quante falcate di galoppo occorono tra gli stessi, vero?

Quanti passi “umani” occorrono per coprire lo spazio di una falcata di galoppo? Già qui cominciamo a parlare di matematica, vero? Diciamo che ogni quattro passi umani corrispondono ad una falcata di galoppo del cavallo.

Chiedo scusa, ho l’impressione che qui sorgono i problemi, vero?

Ogni essere umano ha un ampiezza diversa del passo ed ogni cavallo ha una falcata a secondo della sua conformazione e del suo impulso vero? Gli atleti si sono allenati a calcolare l’ampiezza delle falcate del proprio cavallo?

Queste differenze tra i passi e le falcate possono spiegare l’approssimazione del calcolo ed eventuali imprevisti in gara? Probabilmente si.

Prima di approfondire l’argomento appena citato, mi è venuto in mente di andare a vedere le cose da un altro punto di vista ed ho scelto quello del Direttore di Campo, cioè il signore che allestisce i percorsi gara e, quindi, è, in primis, quello che decide qual è la vera distanza tra due salti in termini di metri con tanto di misurazioni al cm!

Come ho fatto? Oltre al ricordo di alcune chiacchierate che possono capitare anche a voi durante i concorsi, ho voluto documentarmi sul libro di A. Gego & H. Schmidt, dal titolo “Percorsi ed Ostacoli”, della Edizioni Equestri, la quale mi risulta non esistere più (il libro ci sarà ancora in commercio in lingua italiana?)(n.d.r. l’autore delle figure di cui sopra e nell’articolo).

Cosa ho scoperto? Che i Sigg. Gego e Scmidt hanno fatto una serie infinita di rilevazioni sui salti, sino a trovare misurazioni (comunque approssimative perché influenzabili da tanti fattori) degli spazi tra un salto e l’altro. (vedi foto)

Per nota di cronaca, so che ciò viene fatto spesso anche ai corsi FISE per Direttori di Campo Salto Ostacoli, vero?

Insomma, mentre i sigg. Geco e Schmidt si sono messi a studiare gli spazi logici (battuta e ricezione da un salto), con tanto di misurazioni al cm, medie comprese, chi è d’accordo con me che quando parli con addetto ai lavori, non senti mai parlare in termini di cm e metri?

Nel mentre che vi vedete i calcoli con i cm dei Sigg. Gego e Schmidt, siete d’accordo sulla lunghezza di una falcata di un cavallo secondo i loro calcoli?

Probabilmente, in qualche altro articolo, riporterò i loro calcoli di altre situazioni.

Cosa ho imparato?

Giustamente gli atleti equestri non possono portarsi strumenti ingombranti alle ricognizioni gara. Inoltre possono comunque chiedere le informazioni occorrenti al Direttore di campo. Certamente lo stratagemma delle misurazioni in passi della distanza e trasformazione del risultato in falcate (quattro passi uguale una falcata) funziona, forse non sempre.

Quante volte i concorrenti hanno dei dubbi? Comunque è un buon esercizio di Brainstorming.

Dove posso migliorare? Dove possono migliorare anche gli altri?

Al di là di quello che è la didattica da affidare sempre ad un istruttore qualificato, al di là dell’esperienza personale di situazioni che si assomigliano, come possiamo prepararci in gara mentalmente ad affrontare le distanze? E come possiamo prepararci con quelle che non ci sembrano su misura per noi (binomio) oppure quelle determinate da imprevisti? Esiste solo l’esperienza pratica?

Al di là di quelli che possono sembrare gli aiuti (volgarmente detti “comandi”) da dare al cavallo (incentivazioni ad avanzare o a rallentare), come può lavorare la mente di un atleta su una distanza? Soprattutto nel pregara?

Tra i tanti metodi di studio della condotta da tenere in gara, molti concorrenti spesso guardano ciò che fanno quelli che li precedono, cioè quante falcate impiegano in una certa distanza. Noi mental coach, chiamiamo questo sistema “Visione Dissociata e Modelling”, cioè scegliere quale binomio sembra che più assomigli al nostro e confrontarsi con il suo comportamento, imitarlo se supera adeguatamente le difficoltà.

I calcoli matematici? Spesso si lasciano al Direttore di Campo! Tra conta passi (Brainstorming) e Modelling, molte difficoltà si superano adeguatamente. Forse manca qualcosa e si può fare di più. A mio parere, lavorare con le immagini dissociate ed associate si può ottenere di più.