2015, Dove guardi mentre vai a saltare?

2015, Dove guardi mentre vai a saltare?

Io so cosa guardo mentre vado a saltare. È un metodo mio che può piacere o meno. Ogni tanto lo metto in dubbio e ricomincio da capo: con quale metodo mi trovo meglio? Quanti metodi esistono? Qual’è il migliore? Cosa guardano gli altri mentre vanno a saltare?

Faccio una premessa: nessuno dei metodi che io conosco è scevro da errori. Può darsi che uno di essi sia il più diffuso e gli altri un po’ meno. In realtà, la mia impressione è che ogni tanto, nel campo prova delle gare, ascolto istruttori che, qualche volta, mischiano i metodi. Io non sono per il metodo puro in assoluto, anche i metodi mischiati possono produrre risultati. A mio parere, serve sapere quando utilizzare l’uno piuttosto che l’altro. oppure più metodi insieme

Sempre secondo me, il cavaliere esperto può scegliere ostacolo per ostacolo quale metodo utilizzare o può scegliere un solo metodo dall’inizio alla fine: è questione di scelte tecniche e di carattere del cavaliere che le applica, vi trovate?

Noi Mental Coach abbiamo imparato che tra alcuni aspetti del carattere, esiste la ripetitività come la variabilità, cioè ogni atleta è fatto a modo suo. Ci sono situazioni in cui queste caratteristiche caratteriali vanno prese in considerazione per comprendere l’evoluzione agonistica dell’atleta.

Ritorno all’articolo: Dove guardi mentre vai a saltare? Oppure, se tu fossi uno spettatore che sta al campo prova durante una gara in corso, cosa senti dire dagli istruttori ai loro allievi? Che cosa devono guardare?

Nella mia esperienza, ho il primo grado dal 1996, ho sentito dire che il cavaliere può avere tre opportunità di “bersaglio”: quali di questi tre è il tuo bersaglio?

Mi spiego meglio: fai finta che tu ti trovi ad una certa distanza dal salto. Una volta inquadrato il salto da compiere, cosa fai con lo sguardo? C’è un punto che “focalizzi”? Se c’è, dove focalizzi?

Preciso, mi sto riferendo agli ultimi metri, ovverosia quando mancano proprio le ultime falcate prima del salto, per es. quando mancano o quattro o tre o due falcate dal salto.

E già mentre scrivo questi numeri, mi ricordo di alcuni istruttori che insegnano a saltare dall’uno al numero prestabilito del salto oppure insegnano a saltare contando all’incontrario, ovverosia e per es. dalla ricezione contare in ordine decrescente: mentre stai andando a saltare, tu conti? Se si, in ordine crescente o decrescente? Di queste tre opportunità, il tuo istruttore ti consiglia di contare? Se si, come?

E preciso la vera domanda iniziale dell’articolo: quando mancano poche falcate al salto, dove e cosa guardi?

Mi viene in mente una delle tante opportunità note dalla letteratura equestre: vi ricordate lo sguardo panoramico di Michel Robert? Beh, il cavaliere e campione non si discute! La mia impressione è che, quando uscì il libro, non proprio tutti erano ufficialmente d’accordo sul suo “sguardo panoramico”, ma molti lo facevano! In sostanza, lo sguardo panoramico partiva dal presupposto che se guardavi in un punto ben preciso, il cavallo non percepisse più la direzione di dove andare, cioè oltre. Secondo Michel Roberts e chi la pensa come lui, focalizzarsi sull’ostacolo è una sorta di invito a far sbagliare il cavallo, siete d’accordo?

Il secondo metodo che ho sentito insegnare, non necessariamente per diffusione ma forse per cronologia personale, è quello di guardare la sommità dell’ostacolo. Facile a dirsi, per es., di un verticale. Forse un po’ più difficile di un largo o oxer: se usi questo metodo, cosa guardi la prima o la seconda barriera del largo?

Sempre secondo la cronologia degli insegnamenti ricevuti, il terzo metodo che ho imparato è quello di vedere dove far capitare la battuta del cavallo, a che distanza dal salto, far coincidere le impronte del cavallo che sto montando con le impronte che già ci sono sul suolo, lasciate da chi è passato o ha saltato prima di me, sono riuscito a spiegarmi?

Tu conosci altri metodi? Quali?

Riepilogando, dove guardi? In alto, l’ostacolo in un punto preciso e quale o per terra?

Chi forse è un fautore di guardare oltre l’ostacolo, può o potrebbe citare il comportamento di tanti cavalieri che, già un attimo prima di saltare, guardano l’ostacolo successivo e sono già girati in quella direzione.

Io ritengo che questo comportamento lo si può assumere mentre il binomio sta per effettuare la salita della parabola, indipendentemente da dove avevi lo sguardo durante l’avvicinamento. Però, che dite? Può essere argomento di un prossimo articolo?

 

Morale della favola: tu cosa guardi mentre stai per fare le ultime falcate di galoppo prima di saltare?

Dove Guardi Mentre vai a Saltare?
Punto di Battuta del Salto
Sommità dell'Ostacolo Verticale o Prima o Seconda Barriera del Largo
Dopo l'Ostacolo
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