2015, Che mano hai mentre stai saltando?

2015, Che mano hai mentre stai saltando?

Mentre stiamo lavorando per migliorare l’allenamento mentale di un atleta equestre, mi stavo rileggendo un vecchio manuale di Equitazione, scritto da George Morris.

Rileggevo, e mi faceva bene!, il suo pensiero sul comportamento della mano dell’atleta equestre sul salto: tu, che mano hai sul salto? Come si comporta la tua mano? Cosa le fai fare? Ci pensi, ci pensi ancora o non ci pensi più? Pensi di cambiare comportamento se è necessario?

Cosa ha scritto il mitico George? Perché mitico? Mica vi devo riportare il Curriculum Vittorie di George Morris?

In un libro che mi fa piacere rileggere, il Sig. George, facendo anche una premessa sui possibili danni sulla volontà del cavallo a saltare da parte di una mano che ostacola il salto, distingue il comportamento della mano in tre principali categorie: primo livello, secondo e terzo. Tu, quale pensi di aver raggiunto?

Secondo George, il cavaliere deve avere una tale indipendenza di aiuti, di assetto, ecc., da assecondare il cavallo mentre salta (Stile Caprilliano assoluto!)

In sostanza, il primo livello è quello di aggrapparsi alla criniera mentre salti. Il secondo livello è ottenere la distensione dell’incollatura del cavallo sul salto, il terzo livello è ottenere il salto libero del cavallo per definizione.

Ti domando di nuovo com’é la tua mano sul salto?

Al di là delle tue risposte, forse potrebbe essere interessante sapere tu come hai raggiunto il livello attuale.

Faccio esempi e riferimenti al libro di George.

Dice George, all’inizio, mentre stai per fare i tuoi primi salti, è l’istruttore che ti dice quand’é il momento di “alleggerire” il tuo assetto e la tua mano, facendoti un segno proprio mentre stai per andare a saltare, qualche volta proprio durante la battuta dal salto. Anche tu hai usato questo metodo?

Presume che, mentre il cavaliere dimostra sempre più autonomia sul salto in termini di assetto e comportamento della mano, probabilmente l’istruttore smettera di dare segnali o voce e, probabilmente, il cavaliere ha appreso una serie di sensazioni fisiche che stanno dicendo alla sua mente: ecco! Questo è il momento di alleggerire l’assetto, la mano ed il momento di saltare, può darsi che è così?

Chi è un pò più avanti, come ha appreso il livello successivo e superiore?

Sempre in una progressione di lavoro e sensazioni, vero? Difatti, George scrive…..

L’allenamento fisico dell’atleta sul salto (in sostanza l’assetto) può essere stimolato e migliorato dalle sequenze di piccoli salti senza mani sulle redini ed/o anche senza staffe. Io l’ho fatto, anche voi l’avete fatto?

Consapevolmente, chi è d’accordo che in questo modo, oltre a migliorare l’assetto, si raggiunge una padronanza dell’equilibrio? Solo questo o quant’altro?

Siamo tutti d’accordo (anche con George) che, per avere una mano leggera, occorre una indipendenza di assetto e di aiuti? In sostanza, mentre salti il cavallo è libero di saltare e tu sei in equilibrio e libero di fare i movimenti che ritieni opportuno? (Premesso che meno ti muovi sul salto e meglio è!). Aggiungo che intendo per i movimenti che ritieni opportuno le azioni tipo gambe, frustino, redini, ecc.

Mentre il cavallo cerca di saltare libero, mentre tu cerchi di essere in equilibrio e libero di muoverti mentre lui salta, sei consapevole se hai raggiunto l’equilibrio? Sei consapevole della qualità dell’assetto raggiunto? Quanto equilibrio hai sul salto? Che assetto hai sul salto? Che libertà di azioni hai sul salto? Riesci a fare tutto quello che potrebbe servirti?

A mio parere, non puoi avere una buona mano sul salto se non hai un buon equilibrio ed un buon assetto mentre stai saltando.